Almeno è chiaro

Apprezzo la franchezza del PD, adesso è ufficiale: non hanno nessuna intenzione di vincere le prossime elezioni. La nuova campagna OLTRE funziona egregiamente, nel senso che “parla” meglio di un programma elettorale. Almeno adesso le persone che, nonostante tutto, continuano a definirsi di sinistra, sanno che devono correre ai ripari e rivolgersi altrove.

Forse c’è ancora abbastanza tempo per trovare un’alternativa. Al Partito Democratico, certo.

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Il sogno di una vita

Confesso un momenti di debolezza: a vedere La Russa e Alemanno così sonoramente fischiati sull’altare della patria… mi hanno fatto compassione.

Alemanno che addirittura scappa con la Arcuri che lo prende per i fondelli.

Il trionfo dell’Italia, della fierezza dell’essere italiani, con piazza Venezia (quella piazza Venezia!) gremita di gente, l’Altare della Patria bianco rosso e verde e, in più, arrivarci da ministro della difesa e da sindaco… tutto ciò doveva suonare un po’ la realizzazione di un sogno per chi ha passato la vita a braccio teso, a picchiare comunisti, a riempirsi la bocca di retorica patriottarda.

Ed eccolo lì, il sogno si infrange clamorosamente, rotto da bordate di fischi così sonore da riuscire a spezzare anche l’incantesimo della propaganda di regime.

La Russa e Alemanno, me li vedo, i camerati questa notte in bagno davanti allo specchio, e voglio immaginarli così, nonostante tutto, in un momento di onestà intellettuale, mentre si domandano se valeva veramente la pena subire questa pubblica umiliazione per avere in cambio un simulacro di potere.

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Un po’ così

Credo che Frattini l’abbia data da bere a molti in questi anni. Con la sua postura impettita, le parole scandite meccanicamente e scelte come se le stesse selezionando un software. Molti hanno confuso questo prendersi sul serio con la serietà propriamente detta.

In realtà Frattini è un pupazzetto di Berlusconi, non migliore né più intelligente di un Gasparri qualsiasi e lo ha dimostrato in mille occasioni, non ultima la venuta di Gheddafi in Italia, quella famosa con la tenda e il discorso tenuto alle hostess con la benedizione di Palazzo Chigi.

Fa quasi tenerezza sentire oggi che lo stesso Palazzo Chigi esprime vicinanza al popolo libico…

In ogni caso, stavo cercando le deliranti dichiarazioni sulla real-politik rilasciate dal ministro degli esteri nell’occasione, quando mi sono imbattuto in questa intervista. Un capolavoro firmato Francesco Giro, sottosegretario ai Beni e alle attività  culturali. Un estratto:

I mass media cattolici non fanno altro che bacchettarci  perché non saremmo abbastanza disponibili al dialogo e al confronto, e adesso che ci confrontiamo ci criticano? E poi Gheddafi è un personaggio un po’ così, bisogna saperlo capire!

Strano che tanto cervello si sia fermato al sottosegretariato, nel governo Berlusconi meritava una carriera più rapida e gloriosa.

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Amici

A leggere certe cose, effettivamente viene da pensare che quando della democrazia non resta altro che un’apparenza che non riesce più a dissimulare nulla, quando la propaganda diventa l’unico modo con cui la politica parla al cittadino, quando il potere non ha più un’opposizione a fare da argine e diventa così aggressivo da perdere la sua opacità, ebbene quando avviene tutto questo – dicevo – l’unica soluzione possibile pare effettivamente quella che ci stanno mostrando i vicini paesi del Nord Africa.

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Hai voglia a leggere Gramsci…

La satira è qualcosa di veramente delicato. La satira bipartisan, per esempio, non si può fare. La satira può colpire a destra, può colpire a sinistra (Crozza, per esempio, lo fa in continuazione), può colpire a destra e sinistra contemporaneamente. Il compito della satira dovrebbe essere quello di dare fastidio… a tutti.

Una satira bipartisan, invece di graffiare, accarezza. Perché è una satira che cerca di accontentare tutti e, soprattutto, di non scontentare qualcuno. Una contraddizione in termini.

Luca e Paolo ne sono usciti malissimo e, siccome voglio riconoscergli una certa onestà intellettuale, temo che ne siano consapevoli.

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Un utile idiota

La mancanza di volontà e l’incapacità dei leader italiani di affrontare i problemi strutturali che affliggono la loro società – un assetto economico non competitivo, la decadenza delle infrastrutture, il debito pubblico che aumenta, la corruzione endemica – continuano a essere fonte di preoccupazione per i suoi partner, e danno l’impressione di un governo inefficiente e debole. […] Silvio Berlusconi è involontariamente diventato il simbolo di questo processo. Le sue continue gaffe e la sua povertà di linguaggio hanno più di una volta offeso gran parte del popolo italiano e molti leader europei. La sua chiara volontà di anteporre i propri interessi personali a quelli dello stato, il suo privilegiare le soluzioni a breve termine a discapito di investimenti lungimiranti, il suo frequente utilizzo delle istituzioni e delle risorse pubbliche per ottenere benefici elettorali sui suoi avversari politici hanno danneggiato l’immagine dell’Italia in Europa, creato un tono disgraziatamente comico alla reputazione dell’Italia in molti settori del governo statunitense.

Ronald Spogli, ambasciatore americano a Roma (05/02/2009)

Vuoi vedere che – considerata la soggezione che noi italiani proviamo verso gli Stati Uniti – forse è la volta buona che se sono loro a dirci che Berlusconi è la rovina d’Italia magari magari, davero davero, ci crediamo veramente?

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La rivoluzione liberale

Paolo Guzzanti resterà probabilmente uno dei personaggi più emblematici del ventennio berlusconiano. Tra slanci ideali e bruschi ritorni alla realtà, Guzzanti è forse il miglior testimone di una politica dove i riferimenti ideologici obbediscono alla convenienza personale e la convenienza personale deve essere sempre giustificata da motivi ideali.

Territori talmente scivolosi da rendere inutile la domanda se ci è o ci fa.

Ecco perché oggi ho aderito al gruppo di Iniziativa Responsabile: primo obiettivo, evitare le elezioni anticipate in assenza di un anti-Berlusconi in grado di vincere per la rivoluzione liberale di cui ha bisogno il Paese.

Rivoluzione liberale addirittura.

Difficile esser comici, si diceva nel post qui sotto, ma esser comici e figli di siffatta gente deve essere veramente dura a volte.

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